La tortura tra gli Apache

A cura di Josephine Basile

Negli anni 1970, uno studioso degli Apaches-Chiricahua che vivevano a Mescalero e a Fort Sill scoprì un fatto rivelatore: la maggioranza di loro era più a conoscenza del cattivo comportamento del tenente Bascom con Cochise e del vile assassinio di Mangas Coloradas per mano dei soldati del generale West, che del bombardamento giapponese a Pearl Harbour. Questo nonostante i fatti di questi due grandi capi ebbero luogo più di un secolo prima. L’impatto dell’assassinio e, sopratutto, della decapitazione di Mangas Coloradas fu particolarmente profondo. Tre generazioni dopo, i portavoce del popolo Chiricahua giurano che la mutilazione di vittime bianche per mano degli Apache era un eccezione. Leggi il resto

Le 500 Nazioni: il misterioso nord-est


Coperta in origine da una fitta vegetazione, l’area delle foreste orientali (comprendente le regioni temperate degli Stati Uniti e del Canada orientali, dal Minnesota e Ontario fino all’oceano Atlantico a Est e fino alla Carolina del Nord a Sud) era abitata inizialmente da cacciatori: intorno al 7000 a.C. vennero introdotte l’agricoltura, la pesca, la lavorazione della pietra e, nella zona dei Grandi Laghi, del rame.
I nativi di quest’area comprendevano gli Irochesi e popolazioni di lingua algonchina, tra cui i Lenape (o Delaware), i Micmac, i Narragansett, gli Shawnee, i Potawatomi, i Menominee, gli Illinois. Alcuni di questi gruppi emigrarono a Ovest nel IX secolo, altri invece rimasero nella regione, raccolti di solito in piccole comunità. Leggi il resto

I gialli western di Tony Hillerman

A cura di Angelo D’Ambra

Misteriose ombre si allungano su canyon scoscesi e desolazioni di sabbia e arenaria dalle infinite sfumature, dando vita a delitti avvolti nelle cupe credenze navajo. Questo è Tony Hillerman, il padre dei poliziotti navajo Joe Leaphorn e Jim Chee.
Il primo romanzo di Hillerman è “Il canto del nemico”, che è pure il primo racconto che porta alla ribalta un poliziotto navajo, il primo giallo etnico completamente ambientato in una riserva indiana. Il successo colse l’autore assolutamente impreparato. In una intervista, rimediabile anche in italiano, egli quasi si mostrò incapace di coglierne le ragioni dicendo che la scelta di questa peculiare ambientazione fu dovuta al fatto che era cresciuto da bambino a pieno contatto con gli indiani e che ciò avrebbe garantito ai suoi scritti delle descrizioni realistiche e coinvolgenti capaci anche di nascondere una trama debole. Eppure la trama di questo racconto non è affatto debole. Leggi il resto

Confronto tra revolver: Schofield e Colt

A cura di Giovanni Vezzoni

Il confronto che vi proponiamo nasce dalla semplice constatazione che entrambe le armi furono scelte tra quelle disponibili sul mercato e utilizzate in maniera privilegiata dalla Cavalleria degli Stati Uniti durante la maggior parte delle Guerre Indiane e poiché ognuno de due revolver ha le sue peculiarità, abbiamo provato a comprendere le possibili ragioni della scelta fatta dai comandi generali del tempo. Naturalmente sappiamo bene che una condizione determinante fu quella del costo, ma sappiamo che ciò non fu al primo posto. Leggi il resto

La sfida all’OK Corral

139° anniversario della sparatoria: 26-10-1881, 26-10-2020
A cura di Rino Di Stefano

Ve l’immaginate il candidato democratico del momento vestito da cowboy sfidare a duello il candidato repubblicano del momento, suo avversario alle elezioni presidenziali? La scena fa un po’ sorridere e ricorda quelle vignette che di tanto in tanto appaiono sulle riviste per prendere in giro il presidente degli Stati Uniti. Leggi il resto

La Cavalleria nelle grandi pianure

A cura di Gian Carlo Benedetti

L’istituzione della U.S. Cavalry come Arma specifica è, stranamente, abbastanza tardiva: risale agli albori della Guerra Civile a far data dal 3 agosto 1861 in vista delle esigenze belliche.
Naturalmente esistevano da sempre truppe a cavallo. Prima del 1833 queste venivano reclutate su base volontaria e per particolari esigenze ma subito disciolte ad emergenza cessata. Allora la pubblica opinione americana, memore della guerra di Indipendenza, riteneva l’esercito professionale uno strumento di oppressione sul popolo. Leggi il resto

Capo Charlo e la lotta dei Flathead per la loro terra

A cura di Angelo D’Ambra

Capo Charlo dei Flathead
I salish hanno combattuto poche guerre nella loro storia, pochissime prima di acquisire cavalli. Solo allora la guerra è diventata per loro abituale e degna d’essere attentamente preparata.
Questo popolo si è sempre mostrato d’indole buona. Il ricorso alle armi per la soluzione delle loro controversie intertribali sembra essere stato molto raro. Leggi il resto

La battaglia di Maricopa Wells

A cura di Paolo Brizzi
Questa battaglia rappresenta l’ultimo scontro campale combattuto in Arizona tra tribù nemiche ed ha avuto uno spettatore d’eccezione, un uomo bianco che l’ha osservata direttamente e ne ha fatto un preciso resoconto, Isaiah C. Woods.
Woods aveva ottenuto l’incarico di supervisore della linea postale San Antonio (Texas) – San Diego (California), che in Arizona centrale seguiva la pista carovaniera aperta nel Novembre 1846 dal generale Kearney, durante la guerra col Messico, quando si dirigeva con la propria armata verso l’Alta California meridionale.
La pista si portava a Nord di Tucson verso il Gila di cui seguiva il percorso verso il fiume Colorado. La stazione della linea postale era posta a Maricopa Wells, zona così chiamata per la presenza di pozzi scavati dai viaggiatori per l’approvvigionamento idrico, nelle vicinanze dei due villaggi Maricopa. Leggi il resto

La guerra dello Utah (Utah War)

A cura di Valentina Magagnin

Utah Nauvoo Legion
Tra il 1857 – 1858 i coloni mormoni (conosciuti anche come santi degli ultimi giorni) che si erano stanziati nello Utah si scontrarono con le forze armate del governo statunitense. Piccola premessa: i mormoni nell’estate del 1847 si stabilirono nell’odierno Utah perché, dopo la morte del fondatore del movimento, Joseph Smith, la loro convivenza con le comunità presenti nel Missouri e Illinois si era fatta pesante.
I successori di Smith decisero di migrare verso nuovi territori per poter professare liberamente la loro fede; la scelta cadde sullo Utah. Leggi il resto

Gli indiani Navajo

Un guerriero Navajo
Gli indiani Navajo, conosciuti anche come Navaho, sono un forte e famosissimo popolo di Nativi Americani prevalentemente stanziato in una vasta area dell’Arizona settentrionale e in una parte dei territori dello Utah e del New Mexico. I Navajo sono oggi il gruppo etnico più numeroso tra tutti i Nativi Americani.
Il nome “Navajo” deriva dal termine “Navahuu” che nella lingua Tewa, parlata da alcune popolazioni del sud-ovest, significa Campo coltivato in un piccolo corso d’acqua. In lingua navajo si usa il termine Diné (talvolta citato nella letteratura come Dineh) che significa Il popolo. Leggi il resto

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